Il Rastrello
Nasciamo a Genova nel 1985, incentivati dal Centro Studi per l’integrazione lavorativa dei disabili, dall’A.S.L., dall’A.I.A.S. e dall’A.N.F.F.A.S.
Il nostro obiettivo era utilizzare il lavoro per integrare nella società le persone con disabilità mentale, fino a quel momento relegate alla dimensione dell’assistenzialismo.
La forma iniziale, quella di un’organizzazione su base volontaria, si è trasformata nel tempo fino a diventare una struttura professionale e articolata.
Oggi siamo una cooperativa di grandi dimensioni con lavoratori specializzati che intervengono in tutto il territorio ligure.
All’integrazione delle persone con disabilità mentale abbiamo affiancato l’inserimento lavorativo di altri soggetti svantaggiati, generando valore e integrazione sociale.
Acquisendo nuovi clienti ed estendendo fuori dal Comune di Genova le nostre commesse, abbiamo consolidato la nostra presenza sul territorio e le relazioni con privati e istituzioni, con più di quattrocento persone tra soci, dipendenti e borse lavoro.
La storia della Cooperativa
Tra sfide, crescita e ridefinizioni
Una nuova battaglia
Nei vent’anni prima della nascita della cooperativa si sente un nuovo fervore politico, sociale e culturale.
In questo ambiente ha inizio una battaglia contro la tradizione inaccettabile che le persone con disabilità debbano vivere in manicomi, istituti e scuole speciali.
Le prime azioni
Sono gli anni delle azioni politiche incisive di associazioni, istituzioni locali e delle persone che le popolano.
Domenico Mannoni (AIAS), Mauro Ravettino e Giovanni Miceli (ANFFAS), Enrico Montobbio, Giacinto Botto, Giovanni Lepri e Francesca Marini (Centro Studi ASL3), Maria Grazia Daniele (Provincia di Genova), Mario Calbi (Comune di Genova).
Nasce la cooperativa
Il 14 giugno 1985 nasce “U Rastrellu – Cooperativa Lavoratori Genovesi”, con l’idea di creare un ambiente di lavoro protetto ma all’aperto, adatto a persone con disabilità mentale.
Un’opportunità per l’individuo di uscire dalla dimensione assistenziale e per la comunità di essere solidale nel processo di integrazione.
Iniziamo a specializzarci
Contiamo 7 lavoratori disabili e 5 operatori, che si assicurano lo stipendio tramite i servizi di giardinaggio. La situazione però è precaria e rischiamo di chiudere.
Francesca Marini convince CSTA a investire in risorse umane, mettendo Roberto Perugi a gestire la cooperativa. Insieme a Is.For.Coop. Centro Studi ASL3, AIAS e ANFFAS rilanciamo la cooperativa.
Capiamo che attrezzature, veicoli e formazione specifica sono fondamentali per eseguire il lavoro al meglio.
L'Acquario e la raccolta differenziata
Entriamo all’Acquario e in pochi anni ci specializziamo davvero nei servizi di pulizia.
Nel 1999 avviamo il servizio di raccolta stradale di carta, cartone e plastica.
Oggi viene svolto per conto di AMIU in diverse zone della città, con una flotta di 9 compattatori.
Il settore Fauna Urbana e gli investimenti nel Verde
Nel 2003, grazie alla collaborazione attiva con l’Ufficio Animali del Comune di Genova, nasce il servizio di Fauna Urbana per la gestione e monitoraggio di zanzare, ratti, colombi e gatti.
Nel 2005 investiamo nel settore Verde, assumendo agrotecnici e dottori forestali con cui poter svolgere le progettazioni.
Cresciamo in fretta
Siamo cinque anni dentro al nuovo millennio e cresciamo in fretta. Diventa sempre più complesso gestire le squadre, la contabilità e finanziare l’acquisto di mezzi e strumenti.
Ci formiamo per diventare sempre più organizzati, professionali e strutturati.
I servizi per l'ospedale S. Martino
Nel 2009 inizia il servizio di consegna farmaci, cartelle cliniche e trasporti urgenti all’interno della cinta dell’Ospedale San Martino di Genova, svolto ancora oggi tutti i giorni.
Dal 2010 siamo in crescita continua e il nostro fatturato resta in positivo fin dal primo anno della cooperativa.
Acquisiamo storie di cooperazione
Nel 2017 acquisiamo il settore di Gestione Rifiuti Speciali da La Cruna, storica cooperativa genovese.
Nel gennaio 2019 integriamo La Scopa Meravigliante, cooperativa che contribuisce da decenni allo sviluppo delle politiche di inserimento lavorativo delle persone in trattamento psichiatrico.
E adesso?
Resistiamo alla pandemia grazie alla solidarietà reciproca. Una volta superata, assumiamo forze giovani e salutiamo qualche vecchio amico.
Crescendo cerchiamo di aumentare la professionalità dei servizi, preparandoci alle sfide del mercato e cogliendo le opportunità che nascono di giorno in giorno.