Roberto arriva a Il Rastrello con una borsa lavoro, di cui viene a conoscenza mentre frequenta la Comunità di San Benedetto al Porto. La sceglie perché sa che le attività della cooperativa fanno proprio per lui: lavorare all’aria aperta, a contatto con le persone e con colleghi dai percorsi simili al suo ma con cui costruire anche nuove esperienze.
La sua intuizione è giusta. Si trova molto bene durante il periodo di borsa lavoro e, quando gli propongono un contratto, la scelta arriva praticamente da sola. Roberto inizia a lavorare stabilmente in cooperativa.
Il fatto di avere un contratto stabile non è cosa da poco; rende più facile trovare una casa per lunghi periodi, accendere un mutuo e pensare al futuro. A Mignanego conosce la sua futura moglie, con la quale oggi cresce sua figlia.
Anche in cooperativa le cose girano per il verso giusto e Roberto, dopo tanti anni, oggi è caposquadra nel settore del Verde. Una cosa che “lo gratifica un casino”, perché significa essere responsabili di più persone e provare soddisfazione profonda quando si lavora con naturalezza e intesa reciproca.
Certo, dipende anche con chi si è in squadra. Non tutti hanno il suo senso di appartenenza ed è impossibile evitare litigi e discussioni, però Roberto cerca sempre di dare tanto, perché sa che facendo così verrà ricambiato sia dai colleghi che dalla cooperativa. Lo definisce uno “scambio di ricchezza” che, insieme alla passione, è fondamentale per far funzionare i progetti e lavorare al meglio.
Sul campo Roberto lo dimostra chiedendo molto impegno alla sua squadra. Si diverte sugli interventi grossi di ingegneria naturalistica, dove gli piace “spremere” un po’ i suoi colleghi per far dare loro il massimo, pur sapendo quando fermarsi ed evitare malumori.
Qui in cooperativa è un punto di riferimento per tutti, che ha visto andare e venire tanti colleghi in gamba e cerca di trarre il meglio da ogni rapporto professionale e di amicizia che nasce durante il lavoro.
Roberto è arrivato in cooperativa a quarant’anni e ci lavora da quindici. In questo tempo, dice, la sua vita è proprio cambiata e ha avuto la possibilità di mettere radici in una casa e di crescere una famiglia.
Forse è anche per questo che “coltiva il settore del verde come un orto”, cercando di far crescere colleghi e attività ogni giorno.
“Scambiarla con un’azienda normale? Nooo, mai.”